Una Salernitana dai due volti coglie un altro punto importante: Bari-Salernitana 2017-2018

 

 

 

Gentili amici di lotitosantopatron.gq, benvenuti al trentaquattresimo appuntamento con «Fattori imponderabili». Salernitana che torna in pomeridiana per una delle trasferte più gradevoli della stagione, quella di Bari. Clima al solito disteso, come dovrebbe essere per una partita di calcio, in quel del capoluogo pugliese, il tutto favorito da due squadre che, tra alti e bassi, non hanno causato il malcontento delle loro calde tifoserie. Seconda trasferta di fila per i granata, che dopo l’Empoli affrontano un’altra delle maggiori candidate alla promozione. I galletti in casa hanno mostrato un rendimento altalenante, ma i precedenti coi granata da quando la Salernitana è tornata in B sono stati (troppo) positivi. Sua Maestà si presenta a Bari piuttosto rimaneggiata. L’assenza di Bocalon costringe Colantuono a rilanciare Palombi dopo settimane di naftalina. Nel 4-3-3 ormai consueto Kiyine viene di nuovo avanzato nei tra davanti – stavolta a sinistra, con il rientrante Di Roberto sulla destra -, Signorelli funge da perno di una mediana completata da Minala e Odjer e Tuia ritrova il suo posto al centro della difesa. La formazione è apparsa ai più sin troppo rinunciataria, rendendo evidente l’intenzione del tecnico di Anzio di strappare il pari, magari a reti bianche come a Frosinone. Le scelte iniziali però non hanno pagato affatto: la Salernitana ha trascorso un primo tempo in apnea, travolta da un Bari che ha avuto buon gioco ad imporre i suoi ritmi alla contesa. Palombi ha dimostrato una volta di più di non essere in grado di giostrare da terminale offensivo unico, Signorelli di essere inadatto a certi ritmi, Casasola – purtroppo poco aiutato da un Di Roberto volenteroso ma non apparso al meglio – veniva costantemente messo in difficoltà da un Cissè assatanato. Il gol avversario maturava però in modo assolutamente casuale: un innocuo traversone di Henderson, deviato involontariamente da Minala, si inpenna e trafigge Radunovic. Il gol giungeva a coronamento di una pressione che il Bari ha esercitato senza però produrre occasioni effettivamente pericolose. Già in coda alla prima frazione di gioco Colantuono dava segnali di un importante cambiamento tattico, poi culminato coi cambi al 46′, schierando Kiyine alle spalle dell’inedito duo offensivo Di Roberto-Palombi. La svolta tattica ci ha consegnato da subito, complice un Bari incapace di chiudere la partita in un momento in cui avrebbe potuto farlo, una Salernitana più lucida ed ordinata. I 2 cambi all’intervallo hanno fatto il resto, con Rossi e Rosina che hanno apportato maggiori vivacità ed incisività alla fase offensiva granata. A farne le spese Signorelli e Di Roberto, a conti fatti tra i peggiori della contesa (per quanto travolti dal marasma del primo tempo). L’approccio della Salernitana nel secondo tempo è stato inusitatamente autoritario e ha messo alle corde un Bari che nei primi minuti della ripresa è stato asfaltato a centrocampo. In particolare ha sorpreso l’ingresso in campo di Rosina. Il numero 10 granata, salutato con un’ovazione da un pubblico che non lo ha dimenticato e che non ha perdonato Sogliano e Stellone per la sua cessione, ha mostrato una brillantezza fisica davvero inaspettata e che, unita alle da sempre indiscusse ed indiscutibili doti tecniche e alla sua visione di gioco, hanno permesso alla Salernitana di condurre la manovra offensiva con maggiore imprevedibilità. Ha anche pagato la scelta di riportare Kiyine nel ruolo di mezzala sinistra, senz’altro quello più congeniale nella sfilza di posizioni in cui è stato impiegato nel corso della stagione. La controffensiva della Bersagliera veniva convertita in gol alla prima occasione: sugli sviluppi di un corner battuto da Vitale, per il resto tra i meno positivi tra le fila degli ospiti, Casasola e Tuia si ritrovano quasi all’unisono sullo stesso pallone, che termina alle spalle di un incolpevole Micai. La controversia sulla paternità della rete si è risolta a favore del capitano, alla seconda rete in 3 partite dopo 2 stagioni di digiuno. Il gol dell’uno pari ha lasciato in dote al Bari un forte senso di smarrimento, del resto condiviso dal suo tecnico. L’eroe di Germania 2006 coi cambi in rapida successione Nenè-Busellato e Iacolano-Brienza ne ha di fatto bruciato uno, peraltro privandosi di uno dei migliori dei suoi, mostrando in appena 4 minuti un’ondivaghezza di intenti piuttosto preoccupante. Passato lo shock da un lato e l’entusiasmo dall’altro, la contesa ha riassunto i suoi connotati naturali, con la squadra di casa ad esercitare la doverosa (ma ancora una volta piuttosto sterile) pressione e la Salernitana a difendere un pari estremamente utile ai fini della classifica granata. A conti fatti il pari è apparso il risultato più giusto, dato che entrambe le squadre hanno avuto un momento di prevalenza sull’altra – che avrebbero potuto far fruttare realizzando anche un’altra rete ed esercitando una pressione più concreta e convinta – in un quadro che è però stato di generale equilibrio. Va altresì evidenziato come le scelte iniziali di mister Colantuono si siano rivelate inidonee, regalando un’intera frazione di gioco agli avversari; ma non si può tacere come il trainer abbia avuto il coraggio di rivoltare i granata come un calzino all’intervallo, anche al costo di sacrificare quello che cammin facendo è diventato un suo pretoriano (ossia Di Roberto). Al netto di alcune note stonate, che poi approfondiremo nelle nostre pagelle, resta negli occhi una prestazione soddisfacente, soprattutto avuto riguardo alla brutta prova del primo tempo. Data la salvezza sempre più vicina, sarebbe probabilmente ora di iniziare a predisporre dei piani per la prossima stagione sfruttando anche queste ultime gare di campionato per comprendere quanti e quali calciatori attualmente in rosa potranno essere utili alla causa granata in futuro. Una crescita di prestazioni e personalità è apparsa evidente, ma va da sé che se l’obiettivo non dovesse essere galleggiare, allora la Salernitana avrebbe bisogno di almeno 3-4 calciatori piuttosto importanti. Se non c’è la volontà di far sì che ciò accada, tanto vale dirlo dall’inizio: Salerno, la Salernitana e una dirigenza di questo livello possono raggiungere, o almeno lottare per farlo, insieme un traguardo leggendario in occasione del centenario. Ma illudere non servirebbe a nulla. Di certo lo sforzo richiesto, a vedere gli ultimi campionati di B, non pare erculeo. Nel salutarvi dando spazio a pagelle e tabellino del match, vi diamo appuntamento alla prossima, che vedrà la Salernitana opposta al Cesena per la gara che potrebbe significare davvero molto per la stagione granata. Come sempre del resto.

 

 

Radunovic 6 – praticamente mai impegnato. Sul gol viene beffato, per il resto esce piuttosto bene e non deve fare nemmeno una parata impegnativa.

Casasola 6 – Cissè gli fa vedere i sorci verdi per tutto il primo tempo partendogli alle spalle di continuo e sovrastandolo fisicamente. Poi il guineano cala e viene spostato al centro, liberando il campo alle scorribande dell’argentino. Sfiora la rete, ma gli viene «scippata» da Tuia.
Tuia 7 – prestazione attenta, precisa e coronata dalla rete del pareggio. Unica disattenzione nel primo tempo, quando Cissè gli va via sull’interno involandosi invano verso la porta. Per il resto ineccepibile. Rinnovo aspettasi.
Monaco 6,5 – dominante sui cross avversari: di testa sono tutte sue e non si fa pregare nemmeno in acrobazia. Ogni tanto si incaponisce palla al piede, col rischio di aprire varchi agli avversari, ma tutto sommato non fa danni.
Vitale 5,5 – mezzo voto in più per l’assist da piazzato. Per il resto parecchi errori in appoggio, che però si riducono drasticamente con l’ingresso di Rosina, con cui il gioco al due è sempre stato parecchio collaudato.
Minala 6 – non una delle sue migliori prestazioni, è anche sfortunato nell’occasione del gol avversario. Regge l’urto avversario nel primo tempo e, spostato al centro della mediana nella ripresa, dà maggiore solidità rispetto a Signorelli. La lancetta della benzina, però, è ampiamente in riserva.
Signorelli 5 – inadatto a certi ritmi, gli avversari gli scappano via in velocità o gli sfilano alle spalle per la sua scarsa reattività. In partite del genere è un lusso che la Salernitana non si può permettere.
Odjer 5,5 – prestazione tutto sommato non così negativa, ma severamente peggiorata dalla reazione su Basha, che avrebbe potuto costargli il rosso diretto, e dall’ingenuità con cui, nel momento topico del match, si fa saltare dagli avversari. In ogni caso un calciatore nuovamente all’altezza della situazione dopo una stagione e mezza totalmente da dimenticare. Arriverà mai il salto di qualità?
Di Roberto 5 – non gli manca la generosità, ma è apparso confusionario e testardo. Tenta di continuo la soluzione personale e perde secondi preziosi per mettersi la palla sul sinistro. Apparso in difficoltà fisica già verso il 30′, Colantuono lo sacrifica all’intervallo e ha ragione.
Palombi 5 – non è assolutamente una prima punta e due centrali fisici come Gyomber e Marrone non gli fanno toccare palla sui lanci lunghi. Perennemente isolato nel primo tempo, nel secondo la presenza di Rossi al suo fianco gli consente di giostrare da seconda punta, partendo più da lontano. Ha dei buoni movimenti ma gli manca il guizzo decisivo, come dimostrano gli stop e le scelte sbagliate su almeno un paio di occasioni potenziali maturate nella ripresa.
Kiyine 6 – partito da esterno e finisce da interno di qualità, il talentino marocchino regala giocate di alta scuola, consentendo al centrocampo granata di impadronirsi della contesa nel secondo tempo. Ci piacerebbe venisse in qualche modo riconfermato e che venisse posto in una Salernitana costruita per lottare per obiettivi più prestigiosi.
I SUBENTRATI
Rosina 6,5 – accolto dall’ovazione del San Nicola, l’ex di turno disputa una delle sue migliori partite da quando è a Salerno: vispo, brillante, rapido e sempre pronto a menare le danze della manovra, il numero 10 ha trascinato la Salernitana verso il pari. Gli anni migliori sono ampiamente alle spalle, ma è possibile che – debitamente motivato ed edotto della possibilità di ricoprire un ruolo «alla Altafini» – possa ancora dare una mano a questa squadra.
Rossi 6 – classico apporto di vivacità, grinta e brillantezza, è uno di quei giocatori che difensori statici come Gyomber e Marrone non possono che soffrire. Un paio di volte manda in confusione i centrali avversari, altre accorcia in pressing sul portatore di palla avversaria con grande generosità. Si incarta un po’ nell’unica occasione della sua partita, ma ciò non deve inficiare il giudizio su una prestazione comunque positiva.
Schiavi s.v. – entra nei minuti finali per irrobustire la retroguardia, ma il Bari di pericoli concreti non ne produce.
L’ALLENATORE
Colantuono 6 – l’11 di partenza si è rivelato totalmente sbagliato, stante l’eccessiva vena rinunciataria che da esso traspariva e che l’atteggiamento in campo ha confermato. Ha il pregio di cambiare prima che fosse troppo tardi, schierando una formazione di qualità ed intraprendenza. Magari la sufficienza è generosa, ma si vogliono qui premiare le correzioni piuttosto che penalizzare gli errori.
L’ARBITRO
Prestazione insufficiente per il signor Di Martino, che gestisce piuttosto male i cartellini e – occorre essere sinceri – non sanziona Odjer come avrebbe potuto, probabilmente dovuto. Voto: 5,5.
IL TABELLINO

BARI (4-3-3): Micai; Sabelli, Gyomber, Marrone, Balkovec; Henderson (40’ st Floro Flores), Basha, Iocolano (29’ st Brienza); Improta, Nenè (25’ st Busellato), Cisse. A disp. De Lucia, D’Elia, Empereur, Cassani, Anderson, Petriccione, Tello, Galano, Kozak. All: Fabio Grosso.

SALERNITANA (4-3-3): Radunovic; Casasola, Tuia, Monaco, Vitale; Odjer, Signorelli (1’ st Rosina), Minala; Di Roberto (1’ st Rossi), Palombi (37’ st Schiavi), Kiyine. A disp. Adamonis, Russo, Mantovani, Bernardini, Popescu, Ricci, Della Rocca, Zito, Sprocati. All: Stefano Colantuono.

 

ARBITRO: Sig. Antonio Di Martino di Teramo (Borzomì/Lombardi) IV uomo: Marinelli

 

NOTE. Marcatori: 21’ pt autogol Minala (B), 14’ st Tuia (S); Ammoniti: Gyomber, Iocolano (B), Odjer, Vitale, Minala (S); Angoli: 6-7; Recupero: 0’ pt – 5’ st; Spettatori: 17135.

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