Ripartire dal secondo tempo: una Salernitana volitiva centra un importante pari in rimonta. Lecce – Salernitana 2018/2019

 

Gentili amici di lotitosantopatron.gq, benvenuti al secondo appuntamento stagionale di «Fattori imponderabili». Analizzeremo oggi, nei limiti del possibile, la travagliata trasferta granata in quel di Lecce. Trasferta travagliata per due ordini di motivi: da un lato le condizioni del terreno di gioco, che hanno fatto pensare ad un rinvio fino a poche ore prima della partita; dall’altro la qualità del servizio offerto da Dazn. Al di là delle facili ironie che la piattaforma streaming di Perform sta scatenando in queste settimane, è davvero anacronistico che nel 2018 si esulti per un gol a 30 secondi-1 minuto di distanza gli uni dagli altri, pur usufruendo dello stesso medesimo servizio. Dipende dalla potenza e dalla qualità della nostra connessione internet, ci dicono, e noi rilanciamo ricordando che l’Italia è, al netto di miglioramenti anche significativi, tra le peggiori nazioni in Europa per velocità di picco e velocità media della propria banda larga, dato che – unitamente alle difficoltà emerse in queste prime settimane di campionato – fanno pensare a Dazn come ad un salto nel buio. In quanto alla stato del terreno di gioco del Via Del Mare, non si può certo dire che sia una situazione inedita in questa convulsa edizione del campionato di Serie B: le condizioni del Marulla di Cosenza erano ancora peggiori, tanto da aver indotto a non disputare la gara tra i padroni di casa e il Verona. Minimo comune denominatore pare essere un totale disinteresse nei confronti dei tifosi, costretti a vivere l’appuntamento che si attende per una settimana intera con disagi che un po’ di attenzione in più avrebbero facilmente evitato. Lecce e Salernitana erano reduci da 2 pareggi molto diversi tra loro, accomunati solo dal valore delle compagini contro cui sono maturati. Questa discrepanza si è vista tutta nella prima frazione di gioco, con un Lecce molto più tonico e aggressivo ed una Salernitana troppo simile alla squadra remissiva vista nel primo tempo della partita col Palermo. I salentini hanno sbloccato il punteggio già al quarto minuto, con una prodezza al volo di Mancosu, uno dei tanti che – alla sola vista della Salernitana – non sanno fare altro che segnare. Nell’occasione Vitale ha dato avvio alla sua prestazione insufficiente con una marcatura sin troppo blanda. Il terzino stabiese proseguirà in questa direzione per tutta la partita, causando – ingenuamente – la punizione del temporaneo 2-1 di Falco e venendo costantemente puntato e saltato dall’esterno ex Benevento. Passata in svantaggio, la Salernitana non ha prodotto la reazione rabbiosa che magari ci si poteva aspettare. Il 3-5-2, modulo su cui Colantuono ha lavorato per tutto il ritiro, richiede degli automatismi e una condizione fisica che la Salernitana ancora non ha e non pare valorizzare pienamente il calciatore di maggior talento a disposizione dei granata, quel Di Gennaro che garantisce senz’altro maggiori soluzioni offensive, tra conclusioni e ultimo passaggio, se spostato sulla trequarti. È stata proprio questa variazione, col contestuale ingresso in campo di Di Tacchio, a donare alla Salernitana ad un tempo maggiore compattezza e maggiore incisività. Sostituzioni azzeccate in pieno da mister Colantuono, visto e considerato l’impatto dirompente di Bocalon. Il Doge, subentrato a un Jallow ancora lontano dalla forma migliore, ha partecipato attivamente alle reti della Salernitana, sfruttando le indecisioni di Vigorito e della coppia centrale avversaria e ha lottato su ogni pallone, dimostrando una volta di più come sia importante stimolarlo per trarne il meglio. È proprio lui, insieme a Micai, il migliore in campo della Salernitana. Se capo e coda, rigorosamente minuscolo, hanno funzionato, a centrocampo si è vissuto di alti e bassi, con il passaggio al rombo che ha segnato la svolta. In quanto agli esterni, detto delle difficoltà di Vitale, anche Casasola ha tratto giovamento dal cambio di modulo. Complice l’estensione della pausa nazionali anche alla Serie B, la Salernitana avrà due settimane di tempo per preparare la gara interna contro la matricola terribile (1 vittoria e un 1 pareggio con Verona e Padova nelle prime due) Padova ed eventualmente lavorare su un sistema di gioco che, senza volerci sostituire a Colantuono, sembra fornire maggiori garanzie. Come hanno due settimane anche i titolari esclusivi dei diritti di diffusione delle partite di Serie B e le società che hanno campi ai limiti della praticabilità per approntare un servizio all’altezza della situazione. Qui di seguito pagelle e tabellino del match di Lecce.

 

 

Micai 7 – subisce due reti, ma è assolutamente incolpevole. Miracoloso su un sinistro di Falco che avrebbe significato 2-0 Lecce e probabile chiusura dei giochi.

Migliorini 5,5 – meglio sul centrodestra che sul centrosinistra, ma continua a ballare. La sosta gli servirà per mettere benzina nelle gambe, aspetto essenziale per la struttura fisica che si porta appresso.
Schiavi 6 – sempre pulito e attento, si getta in un mischione per ricordare a tutti che è sempre lui.
Perticone 6 – dirottato sul centrosinistra, sebbene poco aiutato da Vitale, fa il suo senza strafare. Il suo acquisto è stato sottovalutato dai più, sta dimostrando che quasi 300 presenze in Serie B non possono essere un caso.
Casasola 5,5 – non crediamo che quello di esterno di un centrocampo –  o di una difesa, questione di approccio e situazioni – a 5 potrà essere compiutamente il suo ruolo. Spostato a terzino, si ritrova e mette in mezzo il cross dell’Ave Maria dai cui sviluppi segnerà Castiglia.
Akpa Akpro 6,5 – tra i più positivi nel marasma del primo tempo, si conferma quando tutta la squadra si ritrova ed inizia a rendersi pericolosa.
Di Gennaro 6 – la condizione non è ancora delle migliori, e si vede. Ma si vede altrettanto bene che con quel sinistro può fare quello che vuole. Anche per lui la sosta casca a fagiolo, siamo sicuri che gli servirà per recuperare smalto.
Castiglia 6,5 – mezzo voto in più per il gol del 2-2. Si fa valere negli inserimenti ed è tra quelli che convincono di più dopo il passaggio al 4-3-1-2, i suoi inserimenti a fari spenti possono fare la differenza.
Vitale 5 – Falco è un pessimo cliente, lui è apparso nervoso e ha messo lo zampino su entrambe le reti avversarie. Insensato il fallo commesso su Falco da cui è scaturita la punizione del 2-1, poteva costargli anche il secondo giallo. Stigmatizziamo i commenti – meglio, le offese – social rivolti al calciatore, e speriamo possa ritrovare sé stesso il prima possibile.
Djuric 5,5 – fa a sportellate, come sempre, ma pare che la condizione fisica non gli sia troppo di aiuto. Partecipa alla convulsa azione del 2-2, per ora può bastare.
Jallow 5,5 – tenta lo spunto, ma anche lui non sembra ancora al 100%. Il valore del calciatore non si discute, ha bisogno di un altro po’ di tempo.
I SUBENTRATI
Bocalon 7 – un leone: lotta su tutti i palloni, ripiega e segna una rete da grande opportunista. Il blocco che spalanca la porta a Castiglia è il suo: sembra sia diventato molto più cattivo.
Di Tacchio 6,5 – potrebbe passare inosservato, ma è un grande equilibratore. Il suo ingresso in campo libera Di Gennaro da incombenze difensive e dona più compattezza alla squadra. Sarà difficile rinunciare a lui.
Palumbo 6 – assaggia il campo per un quarto d’ora e tiene botta a centrocampo. La concorrenza è tremendamente agguerrita, ma il bel calciatore visto nel precampionato troverà sicuramente spazio, deve solo farsi trovare pronto.
L’ALLENATORE
Colantuono 6,5 – il bicchiere può essere mezzo pieno o mezzo vuoto: se azzecchi i cambi, probabilmente hai sbagliato la formazione di partenza. Propendiamo per la visione più ottimistica: bravo a risalire la china e a riprendere una partita che non andava persa, ha due settimane per lavorare ancora sul modulo su cui ha improntato tutta la preparazione o valorizzare l’alternativa proposta in corso d’opera. Saprà di sicuro cosa fare.
L’ARBITRO
Il signor Di Martino della sezione di Teramo è uno degli arbitri più promettenti della cadetteria. Lo dimostra una volta di più con una direzione di gara attenta e mai sopra le righe. Le decisioni difficili, nel loro mestiere, sono inevitabili: non sempre ci sono solo il bianco e il nero. Gli episodi «grigi» (un possibile doppio giallo a Vitale sullo sgambetto che dà origine alla punizione vincente di Falco; Bocalon che prende posizione in occasione dell’azione del 2-2) li giudica a favore della Salernitana. Ciò, inevitabilmente, addolcisce ulteriormente il nostro giudizio. Voto: 6,5.
IL TABELLINO

LECCE (4-3-1-2): Vigorito; Fiamozzi, Lucioni, Meccariello, Calderoni; Petriccione, Arrigoni, Scavone (78′ Chiricò); Mancosu; Falco (85′ Venuti), Pettinari. A disp: Bleve, Cosenza, Lepore, Torromino, Haye, Marino, Dubickas, La Mantia, Tabanelli, Armellino. Allenatore: Liverani.

SALERNITANA (3-5-2): Micai; Perticone, Schiavi, Migliorini (52′ Di Tacchio); Casasola, Akpa-Akpro, Di Gennaro (78′ Palumbo), Castiglia; Djuric, Jallow (51′ Bocalon). A disp: Russo, Pucino, Mantovani, Odjer, Anderson D., Vuletich, Gilgiotti, Anderson A., Mazzarani. Allenatore: Colantuono.

RETI: 5′ Mancosu (L), 72′ Bocalon (S), 80′ Falco (L), 90′ Castiglia (S)

ARBITRO: Antonio Di Martino di Teramo (Grossi-Mokhtar; IV Paterna).

 

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